l'esercito del trash.
2008/10/24 1600
e vabbeh, sono finito su cronaca vera, insieme ad altri circa centocinquanta stronzi. lo sanno tutti. magari mi' madre non lo sa, ma per ora va bene così. anche perché ancora non ho capito se fa finta di non sapere di queste pagine o non lo sa sul serio. cosa che peraltro mi stupirebbe un po', visto che eccetera eccetera eccetera. e allora, mamma, visto che conosci questo ennesimo orribile lato oscuro di tuo figlio, quello peloso, quello pecora nera un po' sbiancata, perché fare finta di niente?
comunque, dicevamo: i centocinquanta stronzi finiti su cronaca vera. il bello però è che tra questi centocinquanta stronzi ce ne stanno tre che attualmente risiedono nella provincia di treviso. uno sono io, e le altre due, guarda un po', le conosco. una l'ho già nominata nel precedente post, che te lo dico a fa' che se nomino qualcuno su queste pagine non è certo perché non sia estremamente meritevole. e infatti una è bubu, che a differenza del sottoscritto compare ben due volte, e tutte e due le volte circondata di brutto da due mie vecchie (...) conoscenze (...).
vabbeh.
l'altra invece è annalisa, altra vittima dell'allegra acca fattoria, e ci siamo avvicinati grazie a una conoscenza comune. anche questa citata nel precedente post. sì, sì, la piagnona. ma carramba com'è piccolo il mondo. perfino qui nel nulla trovo gente che ha amici in comune con me.
insomma, guarda un po', tutti e tre eravamo iscritti a questo gruppo di estimatori, ma soprattutto, questo e non un altro dei vari che esistono su facebook, e pensate un po', succede che tutti gli iscritti a questo gruppo di estimatori viene ringraziato pubblicamente nel numero di cronaca vera di questa settimana.
insomma, dovevamo festeggiare in qualche modo, no?
ok, giovedì sera si festeggia. e siccome annalisa doveva per forza fare il bucato e a casa non ha la lavatrice, yuhu!, andiamo tutti insieme alla lavanderia automatica sul put di treviso! cosa potremmo fare di più trash per dare un senso a un incontro del genere? nessuno aveva voglia di pensarci.
e infatti siamo andati.
prima mossa: acquistare tre bocce da 66cl di birra cinese al ristorante cinese a fianco alla lavanderia. che se qualcuno fosse abbastanza sveglio da aprire un locale, in quell'isolato, farebbe i veri soldi, secondo me. seconda mossa: studiare la fauna e, possibilmente, stabilire un contatto. mentre i 30 minuti necessari all'operazione di lavaggio scivolavano pigramente uno di seguito all'altro, accompagnati da lunghe sorsate e discorsi di una tale profondità e complessità che mi è quasi impossibile riportare brevemente in questa sede, succedono cose davvero deliziose, come quando il gigante ciccione di due metri scende dal suo macchinone appena posteggiato lì davanti, con il suo abito azzurro con tanto di gilet, e comincia ad armeggiare, dopo averlo poggiato sul bancone delle lavatrici, con il suo prezioso carico: una bella bottiglia di “bianchino” (© by il capo di bubu) e una manciata di calici. stappa con sapienza, sorrisi e frasi affettate e comincia a fare lo splendido con gli altri presenti. noi tre ce li guardiamo da fuori, con le nostre birrette cinesi, e troviamo che tutto sommato lo studio della fauna locale qualche bel regalo ce lo fa.
il sottoscritto e bubu assistono annalisa nel ritiro dei panni.
vabbeh.
l'altra invece è annalisa, altra vittima dell'allegra acca fattoria, e ci siamo avvicinati grazie a una conoscenza comune. anche questa citata nel precedente post. sì, sì, la piagnona. ma carramba com'è piccolo il mondo. perfino qui nel nulla trovo gente che ha amici in comune con me.
insomma, guarda un po', tutti e tre eravamo iscritti a questo gruppo di estimatori, ma soprattutto, questo e non un altro dei vari che esistono su facebook, e pensate un po', succede che tutti gli iscritti a questo gruppo di estimatori viene ringraziato pubblicamente nel numero di cronaca vera di questa settimana.
insomma, dovevamo festeggiare in qualche modo, no?
ok, giovedì sera si festeggia. e siccome annalisa doveva per forza fare il bucato e a casa non ha la lavatrice, yuhu!, andiamo tutti insieme alla lavanderia automatica sul put di treviso! cosa potremmo fare di più trash per dare un senso a un incontro del genere? nessuno aveva voglia di pensarci.
e infatti siamo andati.
prima mossa: acquistare tre bocce da 66cl di birra cinese al ristorante cinese a fianco alla lavanderia. che se qualcuno fosse abbastanza sveglio da aprire un locale, in quell'isolato, farebbe i veri soldi, secondo me. seconda mossa: studiare la fauna e, possibilmente, stabilire un contatto. mentre i 30 minuti necessari all'operazione di lavaggio scivolavano pigramente uno di seguito all'altro, accompagnati da lunghe sorsate e discorsi di una tale profondità e complessità che mi è quasi impossibile riportare brevemente in questa sede, succedono cose davvero deliziose, come quando il gigante ciccione di due metri scende dal suo macchinone appena posteggiato lì davanti, con il suo abito azzurro con tanto di gilet, e comincia ad armeggiare, dopo averlo poggiato sul bancone delle lavatrici, con il suo prezioso carico: una bella bottiglia di “bianchino” (© by il capo di bubu) e una manciata di calici. stappa con sapienza, sorrisi e frasi affettate e comincia a fare lo splendido con gli altri presenti. noi tre ce li guardiamo da fuori, con le nostre birrette cinesi, e troviamo che tutto sommato lo studio della fauna locale qualche bel regalo ce lo fa.
ma il meglio arriva dopo, quando stiamo andando via. uno degli avventori, un uomo in forma che ha superato la quarantina e un po' troppo curato per convincerci della sua eterosessualità (maledetto sceriffo, è per colpa tua se un frocio non può essere sé stesso a casa sua. la pagherai solo perché sei sicuramente convinto che esista un aldilà e che andrai in paradiso. il tuo ultimo istante di coscienza consisterà nel realizzare che non è vero un cazzo.) è lì con il suo meraviglioso alano nero, un giovinotto di un anno e mezzo che risponde (e risponde, eh! mica come quell'infame di gigi cane, che invece si fa sempre i cazzi suoi alla stragrande) al nome di dante. siccome, si sa, questi esseri riconoscono subito i propri simili, quando andiamo via e salutiamo tutti, il buon dante non riesce a fare a meno di trattenermi giovialmente mettendomi spalle al muro, spalle su cui piazza zampe più grosse delle mie mani. ebbene, sì. dante, su due zampe, è più alto di me. a quel punto la scena diventa semplicemente divina: il cane che mi salta addosso, mi abbraccia e mi bacia; il padrone che prontamente tira fuori dei fazzoletti e si mette a pulirmi ovunque mi toccasse il cane, su spalle, schiena, petto, faccia, facendo “tranquillo, tranquillo, ci sono abituato, non ti preoccupare, non mi piacciono gli uomini” (ammiccando, pare, nel contempo, con fare complice a bubu e annalisa come a dire “non c'ha creduto nessuno, vero?”) e muovendosi tutto concitato. la scena è durata per qualche minuto, ma credo di indovinare se affermo che, come per me, rimarrà impressa nella memoria di tutti i presenti per un po'.
la serata procede con un salto a casa di annalisa a stendere i panni, leggere insieme cronaca vera e bere una fantastica cedrata tassoni; passeggiata nel centro di treviso per raggiungere quello che ormai posso tranquillamente dichiarare il mio locale preferito della città, ovvero i trevisi, una peculiarissima osteria (che ovviamente mi hanno fatto conoscere rando e bubu e che, tanto per cambiare, ringrazio commosso) che affaccia strategicamente su una micro-piazzetta dove, semplicemente, si sta bene. per non venire meno allo spirito che ha animato la serata, ci siamo mangiati una tonnellata di porchetta. dovevamo pur fare qualcosa per ingannare l'attesa di rando che arrivava direttamente dal nordovest italiano per raccontarci dei succosi aneddoti della trasferta che aveva appena terminato...
e così è finita la nostra adorabile serata, a riscoprire le basi dei rapporti interpersonali, trovando rifugio gli uni negli altri da questa provincia che, se non impari a cavalcarla come si deve, ti ammazza.
peggio de 'n'incornata de rinoceronte, aoh!
la serata procede con un salto a casa di annalisa a stendere i panni, leggere insieme cronaca vera e bere una fantastica cedrata tassoni; passeggiata nel centro di treviso per raggiungere quello che ormai posso tranquillamente dichiarare il mio locale preferito della città, ovvero i trevisi, una peculiarissima osteria (che ovviamente mi hanno fatto conoscere rando e bubu e che, tanto per cambiare, ringrazio commosso) che affaccia strategicamente su una micro-piazzetta dove, semplicemente, si sta bene. per non venire meno allo spirito che ha animato la serata, ci siamo mangiati una tonnellata di porchetta. dovevamo pur fare qualcosa per ingannare l'attesa di rando che arrivava direttamente dal nordovest italiano per raccontarci dei succosi aneddoti della trasferta che aveva appena terminato...
e così è finita la nostra adorabile serata, a riscoprire le basi dei rapporti interpersonali, trovando rifugio gli uni negli altri da questa provincia che, se non impari a cavalcarla come si deve, ti ammazza.
peggio de 'n'incornata de rinoceronte, aoh!
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pazzie?
2008/10/20 2200
mi si chiedeva a quale genere di pazzie mi stia abbandonando per non soccombere.
sabato notte ho ballato pop porno con formiconi, dicevo. non solo con lui e senz'altro non è l'unica cosa cosa che ho fatto, dicevo.
eh sì: tipo che venerdì sono uscito dal lavoro, scappando alle 17:30; sono saltato in macchina e ho guidato fino a milano che, appunto c'era formiconi; arrivato a casa sua mi sono fatto una doccia, poi ci siamo trovati con altri bei personaggi quali la piagnona per cui c'è gente che diventare piegato e quei due tesori degli asgardiani; poi cena dal pugliese; poi gli asgardiani si danno il cambio con la coppia più rockabilly di sempre; e poi ancora discoteca; poi, riportati tutti a casa, sono di nuovo saltato in macchina e sono tornato qua, fermandomi un paio d'ore nel parcheggio di un autogrill all'altezza di verona che non ce la facevo più... ma mica ce l'ho fatta a dormire proprio; alle dieci meno dieci di sabato mattina ho aperto l'ufficio, abbiamo lavorato, anzi, hanno lavorato loro, wolf e la manza; poi tipo alle sei e mezza the con torta di mele dal caro collega che sabato si sentiva nonna e noi abbiamo apprezzato tanto; poi alle otto di sera, a casa, mi sono spento sul divano dopo 36 ore di autonomia. alle 23:30 mi sono ripreso e mi sono trasferito nel letto.
poi la mattina dopo saltavo come un grillo già dalle nove, e più o meno all'ora di pranzo sono andato con wolf a treviso per l'ombralonga, anche se dopo la terza ombra di rosso già sbarellavo. e grazie al cazzo. la domenica è comunque proseguita a oltranza, prima nei continui bagni di folla e di ubriachezza (quasi del tutto altrui, devo ammetterlo. a me bastava essere sfatto.); poi nella splendida casa di quei tre gioiellini di rando e bubu e gigi (sì, sì, e io sono il solito leccaculo di merda) e infine, siccome mi sembrava di aver fatto poche cose, per un fine settimana in cui si è anche lavorato, chiusura in bellezza al cinema a vedere wall•e. che, tanto per cambiare, è bellissimo, meraviglioso, delizioso.
e adesso approfitterò della settimana per riposarmi.
che tra l'altro già dobbiamo fare l'incursione a bologna, all'estragon, a vedere i ladytron. ecco.
eh sì: tipo che venerdì sono uscito dal lavoro, scappando alle 17:30; sono saltato in macchina e ho guidato fino a milano che, appunto c'era formiconi; arrivato a casa sua mi sono fatto una doccia, poi ci siamo trovati con altri bei personaggi quali la piagnona per cui c'è gente che diventare piegato e quei due tesori degli asgardiani; poi cena dal pugliese; poi gli asgardiani si danno il cambio con la coppia più rockabilly di sempre; e poi ancora discoteca; poi, riportati tutti a casa, sono di nuovo saltato in macchina e sono tornato qua, fermandomi un paio d'ore nel parcheggio di un autogrill all'altezza di verona che non ce la facevo più... ma mica ce l'ho fatta a dormire proprio; alle dieci meno dieci di sabato mattina ho aperto l'ufficio, abbiamo lavorato, anzi, hanno lavorato loro, wolf e la manza; poi tipo alle sei e mezza the con torta di mele dal caro collega che sabato si sentiva nonna e noi abbiamo apprezzato tanto; poi alle otto di sera, a casa, mi sono spento sul divano dopo 36 ore di autonomia. alle 23:30 mi sono ripreso e mi sono trasferito nel letto.
poi la mattina dopo saltavo come un grillo già dalle nove, e più o meno all'ora di pranzo sono andato con wolf a treviso per l'ombralonga, anche se dopo la terza ombra di rosso già sbarellavo. e grazie al cazzo. la domenica è comunque proseguita a oltranza, prima nei continui bagni di folla e di ubriachezza (quasi del tutto altrui, devo ammetterlo. a me bastava essere sfatto.); poi nella splendida casa di quei tre gioiellini di rando e bubu e gigi (sì, sì, e io sono il solito leccaculo di merda) e infine, siccome mi sembrava di aver fatto poche cose, per un fine settimana in cui si è anche lavorato, chiusura in bellezza al cinema a vedere wall•e. che, tanto per cambiare, è bellissimo, meraviglioso, delizioso.
e adesso approfitterò della settimana per riposarmi.
che tra l'altro già dobbiamo fare l'incursione a bologna, all'estragon, a vedere i ladytron. ecco.
i ripensamenti di bernagozzi.
2008/10/18 1100
... e parlo al plurale semplicemente perché questa non è la prima volta che cambio idea, né sarà ahimé l'ultima. stavolta voglio parlare bene di un disco che all'inizio ho snobbato, che ho ascoltato pieno di pregiudizi, che ho frettolosamente (come sempre, d'altronde) catalogato e archiviato, eccetera, fondamentalmente perché, come sapete tutti, non sono altro che uno stronzetto snob. è stato solo grazie alle insistenze incrociate di varie persone che alla fine ieri me lo sono ascoltato almeno un paio di volte, in viaggio, dedicandogli più attenzione. ebbene. di ascolti ne merita senz'altro di ulteriori, ma credo di averne già fatti a sufficienza per dichiarare in tutta umiltà (ah-ah) che il mio giudizio su dear science, il nuovo album dei tv on the radio, era a dir poco affrettato. è proprio un bel disco. insomma, è uno di quei dischi che, sebbene non sia proprio quello che si dice immediato (insomma, nessuno si aspetta il genio, no?), sì, di gente dai gusti diversi ne può mettere d'accordo parecchia. quindi, tanto per cambiare, tanto perché non ci sono già abbastanza motivi, vergognati, bernagozzi.
e grazie nick, grazie lime, grazie pirassic, per avere insistito. se c'è qualcun altro che ha insistito e non me lo ricordo, beh, oh. non rompete troppo i coglioni, eh.
comunque, tanto perché volete sempre darmi tutti addosso: me lo sto ri-ascoltando anche ora e io una certa affinità con gli arcade fire continuo ad avvertirla. sono sicuro che qualcuno mi capirà, un giorno.
e grazie nick, grazie lime, grazie pirassic, per avere insistito. se c'è qualcun altro che ha insistito e non me lo ricordo, beh, oh. non rompete troppo i coglioni, eh.
comunque, tanto perché volete sempre darmi tutti addosso: me lo sto ri-ascoltando anche ora e io una certa affinità con gli arcade fire continuo ad avvertirla. sono sicuro che qualcuno mi capirà, un giorno.
me lo merito?
2008/10/14 1300
questo è solo un assaggio di quella gran persona che è il sindaco di treviso.
treviso che, mi preme puntualizzare, è capoluogo di provincia e non di regione.
qualcuno penserà sicuramente che me lo merito. io invece penso che è assurdo che esista gente del genere. che è assurdo che venga votata. che è assurdo che gente che vota e si sente rappresentata da persone del genere si consideri anche civilizzata, al passo coi tempi. roba che il vero pericolo non sono gli islamici. sono questi qua. non a caso i simpatici italiani che hanno rinnovato il nostro buon nome all'estero in occasione di Italia-Bulgaria, guarda caso, vengono proprio dal nord-est...
ah, il nord-est è troppo grande e la sola provincia di treviso è troppo poco? sto generalizzando?
beh, scusate. oggi ho l'influenza.
treviso che, mi preme puntualizzare, è capoluogo di provincia e non di regione.
qualcuno penserà sicuramente che me lo merito. io invece penso che è assurdo che esista gente del genere. che è assurdo che venga votata. che è assurdo che gente che vota e si sente rappresentata da persone del genere si consideri anche civilizzata, al passo coi tempi. roba che il vero pericolo non sono gli islamici. sono questi qua. non a caso i simpatici italiani che hanno rinnovato il nostro buon nome all'estero in occasione di Italia-Bulgaria, guarda caso, vengono proprio dal nord-est...
ah, il nord-est è troppo grande e la sola provincia di treviso è troppo poco? sto generalizzando?
beh, scusate. oggi ho l'influenza.
come diventare un mito in 5 minuti.
2008/10/10 1200
no, vabbeh, magari sto esagerando. per me però è stato davvero un grosso. c'è questo giovane che ha avuto la geniale idea di scrivere sulla bacheca di francesco bianconi, su facebook, che il profilo non è vero e che in realtà l'ha creato lui.
in men che non si dica, tra i mille e passa “amici” di francesco, si è scatenata l'apocalisse.
al punto che, direi, lo stesso francesco ha pensato bene di cavalcare l'onda. sempre con lo stile che lo contraddistingue, ovviamente.
insomma, io voglio diventare amico di questo pischello che ha queste trovate geniali e pubblica su facebook foto di lui che gioca a singstar con gli amici sulla divanella di casa sua.
no no, non amico su facebook, amico nella vita reale. l'amicizia su facebook arriva dopo.
giuseppe schiavone, io ti stimo.
in men che non si dica, tra i mille e passa “amici” di francesco, si è scatenata l'apocalisse.
al punto che, direi, lo stesso francesco ha pensato bene di cavalcare l'onda. sempre con lo stile che lo contraddistingue, ovviamente.
insomma, io voglio diventare amico di questo pischello che ha queste trovate geniali e pubblica su facebook foto di lui che gioca a singstar con gli amici sulla divanella di casa sua.
no no, non amico su facebook, amico nella vita reale. l'amicizia su facebook arriva dopo.
giuseppe schiavone, io ti stimo.
ma basta, cazzo!
2008/10/08 1800
ci sono cose divertenti ma inutili; cose divertenti e utili; cose stupide ma divertenti; cose stupide, inutili e neppure divertenti. adesso mi spiegate quale cazzo di senso hanno le “cause” di facebook, eh? che cazzo si ottiene a iscriversi a “stop dog fighting now” con quella strafottuta foto fatta apposta per colpire gli animi sensibili, eh? allora forse ha molto più senso adottare una ventenne svedese o un surfista ventenne californiano, a pensarci bene. tanto comunque nessuno farà niente se non cliccare su “aderisci”, e anche nel momento in cui ci saranno decine di migliaia di stronzi che aderiscono, il mondo continuerà a comportarsi esattamente come faceva prima che fosse anche solo creato facebook. figuriamoci le cause.
amici, non c'è niente di personale in tutto questo, eh, ma andatevene un po' affanculo, voi e le vostre cause di merda, cazzo!
ho finito, vostro onore.
ora, con il suo permesso, io andrei a iscrivermi a qualche causa.
amici, non c'è niente di personale in tutto questo, eh, ma andatevene un po' affanculo, voi e le vostre cause di merda, cazzo!
ho finito, vostro onore.
ora, con il suo permesso, io andrei a iscrivermi a qualche causa.
e se con questo non mi schedano, non lo so.
2008/10/06 1700
ogni tanto ci penso.
visto che finora non ho fatto nulla per sollevare la mia esistenza dallo status di “larva insulsa”, in cui continua a macerare da sempre, penso che sarebbe bello compiere qualcosa di plateale per passare alla storia, una cosa assolutamente a caso, che ne so, tipo sparare in fronte a berlusconi a distanza ravvicinata con una pistola di grosso calibro, con una pallottola a punta cava, sparpagliando le sue cervella addosso ai volti e ai vestitini di mariastella gelmini, mara carfagna (che tra parentesi, non lo posso negare, in questa veste da ministro me la farei fino a rifarmi la punta all'uccello), sveva belviso, eccetera.
penso che all'atto pratico non cambierebbe niente, un po' di scompiglio, un governo tecnico, nuove elezioni e saremmo da capo a dodici, ma il gesto sarebbe talmente plateale che non potrebbe non venire ricordato.
il che significa che continuerei a essere una larva insulsa, ma avrei fatto qualcosa di plateale per passare alla storia.
come assassino, pazzo, scriteriato, antisociale.
e poi penso a tutti quegli stronzi che diranno “io lo conosco” o, meglio, “io lo conoscevo”. eh sì, perché penso che sia più probabile che non passerei la notte, dal momento che sembra che basti avere quattro piantine di marijuana in giardino, per essere ammazzati dalle guardie, al giorno d'oggi...
visto che finora non ho fatto nulla per sollevare la mia esistenza dallo status di “larva insulsa”, in cui continua a macerare da sempre, penso che sarebbe bello compiere qualcosa di plateale per passare alla storia, una cosa assolutamente a caso, che ne so, tipo sparare in fronte a berlusconi a distanza ravvicinata con una pistola di grosso calibro, con una pallottola a punta cava, sparpagliando le sue cervella addosso ai volti e ai vestitini di mariastella gelmini, mara carfagna (che tra parentesi, non lo posso negare, in questa veste da ministro me la farei fino a rifarmi la punta all'uccello), sveva belviso, eccetera.
penso che all'atto pratico non cambierebbe niente, un po' di scompiglio, un governo tecnico, nuove elezioni e saremmo da capo a dodici, ma il gesto sarebbe talmente plateale che non potrebbe non venire ricordato.
il che significa che continuerei a essere una larva insulsa, ma avrei fatto qualcosa di plateale per passare alla storia.
come assassino, pazzo, scriteriato, antisociale.
e poi penso a tutti quegli stronzi che diranno “io lo conosco” o, meglio, “io lo conoscevo”. eh sì, perché penso che sia più probabile che non passerei la notte, dal momento che sembra che basti avere quattro piantine di marijuana in giardino, per essere ammazzati dalle guardie, al giorno d'oggi...
anteprime.
2008/10/03 1000
mentre preparo pigramente un nuovo papiro, veicolo attraverso il quale vi racconterò l'ennesimo fantastico (fantastico?) aneddoto sulla mia vita (vita?) nel nord est; mentre riempio la mia stanza di scaffali e riempio gli scaffali con cui ho riempito la mia stanza, svuotando nel contempo il garage del buon andrea dai miei scatoloni e i miei scatoloni dal loro contenuto (che a sua volta va sugli scaffali), mentre tutto scorre, mentre il cupo manto della tempesta imminente si profila minaccioso all'orizzonte della mia vita lavorativa, io sfanculo tutto e me ne vado a milano. per il fine settimana, si intende.
piccoli passi.
piccoli passi.



