the quote of the day
almost over.
ieri è stata una giornata memorabile, e le foto che ho pubblicato lo mostrano ampiamente. bastano loro per raccontarla.
ora stiamo uscendo per andare ad unirci agli altri. ci aspetta una gita in kayak e un falò in spiaggia.
e poi, in piena notte, magari l'ultima follia.
mwahahahah.
vi faccio sapere.
second thought.
un vaffanculo non è niente.
no.
io cerco rappresaglia.
voglio terrore.
voglio pene esemplari.
visto che i miei princîpi, con persone che di princîpi non ne hanno, persone che dichiarano che i loro valori sono più importanti dei princîpi, visto che con loro non funzionano, visto che da persone del genere, che si sentono tanto superiori, sono stato calpestato, schiacciato e abbandonato a marcire, allora voglio che chiunque altro possa mai pensare di poterlo fare liberamente, un giorno, sia al corrente di un precedente che funga da deterrente.
sto una crema.
per più di due anni sono stato innamorato perso per una che mi ha lasciato per un altro e non ha avuto i coglioni di dirmelo, lasciando che lo scoprissi guardando le foto dei miei amici. che lei ha fatto suoi.
che vuoi che sia.
tutto il resto è accessorio.
ancora cose che ho fatto.
è stata un'esperienza assurda.
assolutamente da fare. roba da scriverci libri interi. da farci film. cosa che peraltro succede, in effetti. uh.
tom era entusiasta all'idea di portarci. stefano sembrava fin troppo passivo.
per la seconda volta mi sono trovato nella situazione di dover decidere. la volta precedente sarebbe stato un passo indietro. avevo già avuto l'illuminazione divina, lo spettacolo di luci a fremont street, la magica ‘e’... sì, sto parlando della vacanza più bella della mia vita. la vacanza del coglione. il coglione sono io, chiaro.
beh, stavolta mi sono detto, che cazzo, andiamo.
a pochi passi dall'ingresso, un bel momento di esitazione ce l'ho avuto eccome. è stato un attimo, non vale neppure la pena di soffermarcisi.
comunque, non mi è mai preso panico o imbarazzo o disgusto o tutte le altre cose tipiche dei talebani cui vengo spesso associato.
dopo aver varcato un ingresso che non ho trovato particolarmente interessante, a cominciare dai tipi che lo popolavano (ugh. decadenza. ugh. russia. ugh. perestroyka. ugh. viscidume. ugh. schifo. ugh.), ci troviamo invece in questo posto così confortevole che lo si poteva tranquillamente confondere con il salottino della nonna.
e certo, come no.
la stanza non era grandissima, velluto rosso scuro ovunque, divanetti super comodi, piante curate, luci soffuse, schermi piatti enormi che mandavano i soliti filmati di playboy, e nonostante tutto questo, nonostante poi gli avventori sembrassero dei tremendi buzzurri, il posto si è rivelato molto meglio di come avevo cercato di immaginarmelo.
se fosse possibile associare il concetto di classe ed eleganza a uno strip club, probabilmente questo starebbe in alto nella classifica.
ma chi voglio prendere per il culo. ero ubriaco. e per non smentirci ulteriormente, come ci sediamo prendiamo tre whisky. (sì, ho cambiato il tempo della narrazione. da qui in poi passo al presente. andate a scassare il cazzo a qualcun altro.)
prendiamo posto su questa comoda divanella e tom reincontra una tipa che aveva già conosciuto, così si mettono a parlottare di storia della letteratura, di antropologia, di meccanica quantistica nonché a speculare sul reale valore della bioetica, mentre io e stefano ci beviamo placidamente i nostri whisky, guardandoci intorno e ammirando il panorama.
abbiamo bevuto tutti insieme una bottiglia di champagne e poi fumato del narghilè.
spendendo ovviamente una tonnellata di soldi. ci stava tutto.
a turno andavano a fare il loro spettacolo sul palco, col palo, spogliandosi in topless.
chiaramente tutte ballerine, estremamente atletiche, facevano dei numeri su quel palo che wow.
voglio dire, decontestualizzando non puoi non pensare quanto siano brave.
con questo non voglio certo provare ad elevare ad arte le loro attività, eh.
e poi scendevano dal palco e sceglievano gente seduta e gli si andavano a strofinare addosso in cambio di una mancetta.
ovviamente mi è toccato qualche volta.
direi tre.
il momento più strano è stato quando è toccato a marianna. stavamo lì che chiacchieravamo, facendo il nostro bel gioco di ruolo, nel quale ho cercato di non sfigurare, anche se a un certo punto mi veniva da dire “vabbeh, ma che cazzo, se proprio dobbiamo parlare facciamolo veramente, no?” e invece lei a un certo punto dice “tocca a me, vado. ci vediamo dopo”.
insomma, non lo so. la cosa più strana è che pensavo avrei provato tonnellate di imbarazzo.
invece ero estremamente distaccato. a parte un secondo o due in cui ho pensato che avrei potuto finire con l'eccitarmi. ma un secondo o due non sono sufficienti. non ho più 14 anni purtroppo. per fortuna. purtroppo. uuuh.
insomma la biondazza finisce il suo spettacolo e torna, e continua la nostra simpatica serata. dal momento che non è che stessimo tutti lì per far passare piacevolmente il tempo, a un certo punto mi chiede cosa voglio fare, che sono io il boss e io le ho detto tipo “guarda, sei carina e gentile, bella, bona, manza, arrapante, tutto quello che ti pare, ma a me di andarci a chiudere in una stanza per il cosiddetto "private dancing" non interessa proprio, abbi pazienza”.
e lei ha detto "ok..." e dopo un'altra decina di minuti è andata da qualcun altro dicendo "sai, sono arrivati altri clienti che conosco, spero che non ci rimani male...", ovviamente facendo la parte di quella sinceramente dispiaciuta.
"no, no, tranquilla. è lavoro, capisco, io sto qui che bevo e fumo con i miei amici!"
mi chiede, "verrai?", con tutti gli occhioni da cerbiatta...
“ceeeeeeeeeeeerto!”
“va bene per te lunedì o mercoledì?”
“sicuuuuuuuuuuuuuro!”
andando via la saluto cortesemente, la ringrazio per il suo tempo e le dico "ci vediamo mercoledì, eh".
al che mi chiedo, spendere un'altra barca di soldi per cosa, per guardarle la passera e poi farmici le seghe? sono già abbastanza bravo per conto mio, a farmi le seghe.
masticazzi.
in effetti pensavo che avrei provato una tonnellata di disagio.
invece ero davvero serenamente distaccato.
d'altronde, ormai provo distacco di fronte a ben altro. che vuoi che sia un giro in uno strip club e dire quattro cazzate a una che non vedrò mai più.
se continua così andrà a finire che un bel giorno mi ritroverò una bella corda di cappelle di marocchino su per il culo e io sarò serenamente distaccato.
what doesn't kill you makes you stronger.
la mattina dopo, cioè oggi, un meraviglioso brunch nel giardino di casa di amici di tom.
a questo proposito mi domando e dico: come mai in situazioni del genere (ovvero, gruppo di anglofoni con me presente) si finisce sempre con loro che urlano come forsennati la più classica delle bestemmie in italiano, mentre in inglese ci si inventa tutti insieme articolate nefandezze irripetibili nei confronti dei vari personaggi cardine della religione cattolica che neppure il corso interattivo di bestemmie (e dico sul serio. oggi sono sono stati concepiti frutti della creatività umana che possono soltanto essere considerati opere d'arte)?
perché?
e perché questo succede indipendentemente dalla presenza o meno di bambini (oggi presenti, decisamente piccoli), indipendentemente dal grado di comprensione di eventuali esseri umani circostanti.
forse è perché a chi non è italiano, in effetti, di tutte 'ste puttanate frega meno che a me.
(che a volerlo tradurre letteralmente è come assumere che qualcuno possa fottere sé stesso, basta che si chiami con due nomi diversi. tipo paolo fucking bernagozzi...)
poi una bella passeggiata lungo il seaside per tornare in zona, poi un giretto al centro commerciale dove tom ha comprato delle casse per ascoltare la musica, poi un'altra camminata in centro. dopodiché, a casa a sprofondare nella mia inutile vita digitale. ho firmato la mia condanna a morte. non avrò più tempo per fare niente. nella vita reale come in quella virtuale. mi sono pure iscritto a twitter, come i più attenti potranno notare dalla barra laterale. non me ne volere, lime, l'ho fatto solo perché mi è piaciuta l'idea che salva gli stati di facebook. sai, noi geek, il miraggio dell'integrazione ci fa fare gesti inconsulti.
vabbeh. ho messo online un altro po' di foto, sempre nello stesso posto. tra l'altro sono dovuto diventare per forza utente flickr pro. avevo troppe esigenze.
vabbeh. direi che possiamo pure chiudere qui.
ho scritto abbastanza puttanate per un paio di anni.
cose che ho fatto.
more info to come. sooner or later.
atrocities, dirt, and various repressed emotions.
più tempo passa, meno fa male. meno fa male, meno mi importa. meno mi importa, più sale il disprezzo.
un giorno il mostro che mi porto dentro potrebbe rompere la gabbia in cui lo costringo. sarebbe bello spaccarvi il culo. a tutti. invece di starmene qui in disparte. aaah.
intanto, non molto lontano, ma abbastanza perché sia quasi libero dall'influenza del mostro, succede qualcosa. qualcosa che occupa sempre più spazio, alla faccia della latenza. qualcosa che mi piacerebbe dire che non so. che mi piacerebbe dire che non capisco. e invece capisco benissimo e vorrei avere altrettanto chiari in mente gli sviluppi futuri. ostacoli, incognite, implicazioni. troppe cose di cui però io non vedo l'ora di sbattermene. e tu? tu te ne sbatteresti?
e tutto questo che cazzo c'entra con la vacanza in estonia, con tom e con formiconi? non c'entra un cazzo. ieri abbiamo visto batman. e poi ieri ho avuto un tremendo mal di testa. e ho bevuto whisky. ed era pure un whisky parecchio buono, eh. mi hai fottuto, tom. te ne sei approfittato di me. però dio, quanto è meglio la droga. e quanto sei d'accordo con me anche tu. però ho messo un po' di foto su flickr. accontentiamoci, per ora.
the estonian chronicles.
il pilota del volo che ci ha portato qui ha sicuramente una carriera acrobatica alle spalle. ha fatto il decollo più ignorante che io abbia mai sperimentato. pensavo che avrebbe toccato per terra con la coda, quando è decollato. l'atterraggio, poi, davvero liscio. la terza volta che ha poggiato le ruote a terra quasi non l'ho sentito.
e poi. e poi tallinn sembra veramente fica. certo, un po' paesello con una strana città più moderna cresciutagli attorno. sul mare. coi quartieri malfamati. e qui è davvero pieno di fica che non si commenta. e poi abbiamo mangiato africano. e poi abbiamo esplorato una base russa dove probabilmente fino a vent'anni fa tenevano i sottomarini.
i quartieri malfamati e i malviventi, capito? ma quando mai hanno mai sentito concetti del genere se non nei film, a casale sul sile o a roncade? neanche quarto, che è molto più grande, ha un quartiere malfamato. neppure attorno alla stazione.
e questo è solo l'inizio.
le ultime parole famose.
è che mi sono distratto a fare altro, a lobotomizzarmi direi (ma com'è bello lobotomizzarsi, a volte, questo te lo riconosco, razza di lobotomizzato che non sei altro!), che in quel momento era abbondantemente più interessante del mondo reale. e ora la pago, perché ho imbarcato.
addio, maglietta più bella del summercase. addio, preziosi oggetti che avremmo dovuto portare in dono a tom. addio, mia affezionata borsa dell'adidas acquistata a manhattan. addio, addio stecca di sigaretta perché meglio abbondante che deficiente. addio mutande e calzini e felpa rossa dell'adidas e jeans e ciabatte e magliette preferite varie. tutte queste meraviglie finiranno in chissà quale aereo diretto chissà dove e io non le potrò mai più rivedere. e tutto per dare retta a quest'altro stronzo. merda!
step 2 - estonia.
due più due.
sarà che tutto questo camminare tra le dune, alla lunga, stanca. mi sono messo a fare capoccella.
stanotte ho attraversato un ciclo a una velocità che non mi immaginavo sarei stato capace di tenere. sono forte. teso. incattivito. consapevole che ogni volta che ho risparmiato un vaffanculo ho commesso un torto. un grave torto nei confronti di me stesso. quindi, vaffanculo. vaffanculo. e vaffanculo. a chi ha temuto di sentircisi mandare e invece non è successo, vaffanculo. a chi ho chiesto scusa invece di tagliare corto, vaffanculo.
The liars.
The superficials.
The insensitives.
The ones who don't stop and think.
The ones who only see things they want to see.
They're not fond of respect.
Thus they are no respectful to the others.
M O T H E R F U C K E R S
always on the run.
tra poco salto sul treno e vado a milano (non a mangiare sushi, spero).
adesso sto da una parte. stasera sto da un'altra. domani sera qualche migliaio di chilometri più a est. presumibilmente con felpa e giacchetta addosso, e magari avrò freddo lo stesso.
è da ieri che sono fuori fase, poi stamattina sono andato ancora più fuori fase. menomale che vado in ferie, altrimenti mi ci manderebbero a calci in culo, visto che sono uno zombie. ma vaffanculo.
ma conto molto sui prossimi giorni.
e conto molto nelle sorprese e nei regali che mi offrirà il futuro. perché sto facendo il bravo. perché ce la sto mettendo tutta. perché me lo merito. perché tanto, se non sarà così, non sarò capace di diventare il bastardo che forse sarei dovuto nascere.
mi piace questa cosa del partire. sono drogato di partire. molto meno di tornare, però. una volta non era così. una volta era ok tanto partire quanto tornare. ora vorrei solo partire. e poi, quando arriva il momento di tornare, partire di nuovo. per andare altrove.
we walk.
poi due ore fa ho saputo che stamattina è morto un mio amico. abbiamo lavorato insieme praticamente per tre anni, a roma. stava andando al lavoro. e invece è finito in ambulanza. e non è arrivato in ospedale. questo è quello che mi hanno raccontato. 24 anni. e via. sono gli altri che rimangono. continuo a non capire quale sia la strada da seguire. continuo a non capire cosa sia veramente importante. ogni giorno arrivano nuove domande. ogni giorno qualcosa si rompe. e ogni volta lo stesso stupido pensiero. non ti ho neanche salutato.
we walk, we walk.
if it all goes wrong we walk.
nothing makes you feel good.
considerazioni sparse.
e come mai il cantante degli interpol, da sfigato cicciottello quale appariva all'inizio della loro carriera, di volta in volta si rivela sempre più un fico (anche se con quel cazzo di colletto della camicia tirato su, mio dio, ci rivela qualcosa che probabilmente è importante) che se continua così finisce che lo chiamano a fare i film al posto di brad pitt?
e perché 'sti biffy clyro, scozzesi che stando alle autrevoli fonti nella rete fanno dischi dalla metà degli anni novanta e non se li è mai inculati nessuno fino al disco della svolta del 2007, sempre stando alle autorevoli fonti nella rete, disco meno sperimentale degli altri e quindi più fruibile dalle masse, perché loro dal vivo mi hanno veramente colpito e soddisfatto e quando invece ho provato ad ascoltare il loro disco, oggi pomeriggio, non mi è sembrato che fossero un granché?
sopra a ogni altra cosa, perché il parc del forum batte boadilla del monte cento a uno? no, no, stronzi, non pensate che sono sempre il solito passatista, che era sempre meglio prima e tutte le altre cattiverie gratuite che potete tirarmi addosso come al solito. stronzi. le pratelle non sono allineate in modo intelligente al palco principale per il semplice motivo che non esistono pratelle. e non c'è nemmeno l'asfalto. né la gradinata. né il mare. né il panorama industriale. no. c'è solo un cazzo di sterrato sterminato che ci regala un costante polverone e dei fazzoletti di prato sintetico srotolati più o meno al centro dell'area, a cazzo di cane. per non parlare di quanto sta assolutamente strainculato (arcaismo che sta per “molto più distante di quanto sia ragionevole credere”) rispetto alla città...
e poi c'è l'asgardiano che era nel posto da cui mi sono auto-interdetto che dice che i css l'hanno deluso. probabilmente è perché non li aveva visti al fib quando li ho visti io. in tal caso a questo giro li avrebbe apprezzati eccome. un po' come i baustelle oggi se li hai seguiti parecchio in passato. a meno che tu non sia iscritto e contribuisca attivamente a ice pink, si intende. e in effetti l'asgardiano, guarda un po'...
e poi tutte quelle cose che a raccontarle in un contesto come il summercase sembrano di contorno. tutte quelle cose che invece ti rimangono e finiscono con l'accompagnarti, successivamente, chissà per quanto tempo. come un dialogo via sms che va oltre i soliti due tre scambi e oltre i soliti argomenti tipici degli scambi via sms. e altre cose meno materiali, che potrebbero essere anche peggio.
icone.
* * *
alla fine, per completezza, cornelius non l'ho visto, mentre ho seguito distrattamente i maximo park.
la più grossa delusione del festival, per quanto mi riguarda, sono stati i primal scream. un po' anche le breeders. la più grossa goduria ian brown. e mani. e made of stone. e poi potrei fare un resoconto un po' più dettagliato, se solo ne avessi voglia. magari dopo.
* * *
ciao madrid. è bello scoprire che, sebbene ti abbia tradita, continui a ricambiare i miei sentimenti per te. tornerò a trovarti presto. te lo prometto.
summercase 08 - day one
Shout Out Louds
The Breeders
The Stranglers
Biffy Clyro
Mogwai
The Raveonettes
Cansei de Ser Sexy
Leila
Kaiser Chiefs
Los Planetas
Rex the Dog
Tiga
il tutto, ovviamente, _con_ le solite maledette sovrapposizioni infami. vediamo se sopravvivo, che oggi mi aspettano
Edwin Collins
Ian Brown
Grinderman
Blondie
Sons & Daughters
Interpol
The Verve
Cornelius
Primal Scream
2manydjs
sempre, ovviamente, _con_ le solite maledette sovrapposizioni. urgh.
the irony of fate.
segreti inconfessabili.
è proprio questo il bello?
nel caso non fosse chiaro, questo è il post pieno di vaffanculo cui accennavo ieri.
estate in giro.
mi piacerebbe dire che andrò in giro come una trottola, ma non è vero. per quanto, in ogni caso, non mi posso certo lamentare: tre capitali europee in un mese.
dal 16 al 20 luglio sarò a madrid e non a barcellona. e neanche a benicassim.
perché quest'anno i geni hanno deciso di fare summercase e fib proprio lo stesso fine settimana. ma come si fa. e poi perché il summercase a barcellona non è un posto per me, almeno per quest'anno. e poi perché è da quando me ne sono andato a marzo, che non torno a madrid. e io ho lasciato una famiglia, lì.
questi non sono tutti, ne mancano un sacco all'appello.
d'altronde, una bella foto di gruppo con tutti quanti presenti mi sa che non esiste proprio. e comunque non più tardi di un'ora fa ho detto che non bisogna essere nostalgici. un bel post pieno di vaffanculo, però, mi sa che non ve lo leva nessuno. aspettatelo con ansia.
dal 24 al 31 luglio sarò a tallinn, e non ci sono alternative tra le quali ho dovuto scegliere. vado lì e basta. e direi “evviva!”, se non vi dispiace. se non sbaglio, è la mia prima esperienza più a est di trieste. chissà che non ce ne saranno altre ancora più avvincenti. già questa, visti i presupposti, si preannuncia interessante. file under “da paiura”.
dal 10 al 16 agosto sarò a berlino. ma magari me ne vado prima. ma probabilmente no. è che c'è questo bel frequency festival a salisburgo. ma salisburgo non è una capitale europea. andarci, quindi, non comporterebbe reale beneficio. farlo, invece, sarebbe la più classica delle stronzate alla bernagozzi. si vedrà.
insomma, nelle prossime settimane mi aspettano un sacco di sicure esperienze indimenticabili, lo so per certo.
ad esempio, apprendo che a tallinn esiste un pub interamente dedicato ai depeche mode.
beh, se questa è un'attrazione degna di nota, mi sembra anche logico trarre conclusioni del tipo “ma allora non ci sta veramente un cazzo in questa città!”.
non è il caso di essere pessimisti, suvvia. su internet si trovano pagine che parlano in termini entusiastici di questa cittadina. e vabbeh, che vuoi che sia se stanno tutte su un blog che si fregia del nome “gnoccatravel”?
@#*-book.
pensavo ad alta voce, giorni fa, che è un peccato che su facebook ci sia solo una scarna opzione “add a friend” e non, ad esempio una ben più utile “add an enemy”. non è vero? ecco quindi che vengo bacchettato, nonché messo a conoscenza dell'esistenza di hatebook, che a prima vista sembra proprio essere quello che manca a facebook. però, poi, magari facebook diventa quello che manca a hatebook. farne uno di due no, eh?
il caro e sempre più scoglionato cobecio, senza che vi sto a raccontare perché e percome, poco fa stava inveendo, smadonnando e sbattendo mani e cose sul tavolo. tra le varie cose irripetibili che gli sono uscite nel mentre dalla boccuccia di rosa che si ritrova, è interessante, anche se irrecuperabilmente geek, la sua “adesso metto in piedi un social network per gli ‘yes-men’ e lo chiamo yesbook, porca troia!”... e un bel pijatelanderbook non lo vogliamo fare?
ma se invece di frammentare le risorse e fare tanti, troppi, tantissimi social network sempre più specializzati se ne facesse uno solo, che ti puoi configurare tu un po' come cazzo ti pare, che puoi usare come un facebook, o come un hatebook, ma contemporaneamente, o come un plaxo o come un linkedin o un pezzo qua e un pezzo là? e soprattutto voglio potermi scegliere amici e nemici. e poter cambiare il loro status a mio piacimento. è importante, eh!
... ovviamente non mi sono iscritto neppure a hatebook. quindi è inutile che corriate a iscrivervi per aggiungermi ai vostri nemici, cazzoni.
parole rubate.
controsensi.
prendi un provinciale. vive la sua vita tranquillamente, ha i suoi stimoli (che tra l'altro oggi sono molti di più che in passato, tra televisione, telefonini, internet, eccetera) e trova il suo equilibrio. trapiantalo in una città. che gli succede? probabilmente non solo non si trova bene, rischia addirittura di andare in sovraccarico. al contrario, prendi uno nato e cresciuto in città, sbattilo in provincia e gli succede quello che succede a me. lineare, no?
e allora come te lo spieghi che in provincia puoi vedere un concerto dei baustelle a settimana e in città no?
estro creativo.
cessi portatili non a pedali.
la schifezza di oggi, in realtà, è un preziosissimo strumento che permette di evitarsi l'esperienza traumatica di andare a fare la cacca dentro i cessi chimici. pieni. che ti costringono all'apnea per tutto il tempo che ne hai uno nel raggio di una ventina di metri. figurarsi quando devi andare a cacarci. devi essere veramente uomo per riuscirci. o comunque uomo dentro. e le esperienze passate lo provano con ampio margine: io non ce l'ho fatta.
evidentemente i poveracci come me non sono poi così pochi, là fuori. tant'è vero che vengono in nostro aiuto i prodi amici della brown corporation, con i loro fantastigliosi, meravigliastici SHITBOX!

per correttezza, riporto che il cobecio ha definito questo posto marroncino “il link del giorno al terzo piano” di ieri.
cosa succede nei dintorni.
però ci sono alcuni aspetti utili.
ovviamente ognuno ha una tonnellata di fuffa e _un_ aspetto positivo. il che implica l'accumulo di X tonnellate di fuffa nella propria vita digitale ogni X aspetti positivi. alla fine non suona tanto diverso dalla vita reale, messa così... avesse ragione l'uomo del secolo? ah, quello poi... lo stiamo perdendo, e questo mi preoccupa.
ecco allora che last.fm, oltre a tenere traccia di tutto quello che ascolto, purché sia su itunes e su ipod, purchè ci sia l'applicazioncina installata, purché mi ricordi di collegare periodicamente l'ipod, e a tirare fuori per me delle classifiche senza che io debba fare alcuna fatica, ha addirittura l'accortezza di suggerirmi eventi legati alla musica che ascolto.
e allora scopro che (per quello che interessa me, ovvio)
il 04 luglio suonano gli offlaga disco pax allo sherwood festival a padova. (vabbeh, lo sapevo già)
il 05 luglio suonano i baustelle a jesolo in occasione dell'mtv qualchecosaonthebeach. in spiaggia! gratis. (uh. tre volte in due settimane? e il rototom sunsplash?)
il 20 luglio suonano i duran duran a jesolo. e io torno da madrid. non ce la posso fare.
il 01 agosto suonano i ladytron a tessera (VE). YEEEEEEEAAAAHHHH!!!
il 26 settembre suonano i R.E.M. a bologna.
quest'ultima potrebbe essere un'informazione poco interessante, se si considera che gli stessi suonano sia a verona che a udine a luglio. ma la cosa che rende l'evento degno di nota è che invece di quei pallosi editors, a fare da gruppo di supporto a bologna ci saranno i we are scientists! e, lo sanno tutti, io amo i we are scientists!
rovistando in giro, poi, scopro che quella gran femmina di camille ha fatto da poco un nuovo disco. e che domani sera suona a villa arconati. e che dopodomani sera suona a villa ada. potrei moderarmi dicendo che è veramente un peccato non riuscire a vederla. invece dirò cazzo! ma vaffanculo! porca troia! argh!








