dove penso di andare?
2009/03/08 0500
io non ho niente da raccontare, davvero!
io vivo compulsivo sfuggendo di nulla in nulla, in attesa. e probabilmente sarà proprio quando non mi aspetterò più niente che qualcosa succederà. finora è andata sempre così. nel frattempo, sfioro vite, testimonio il loro intrecciarsi, senza prenderne parte ma senza neppure tenermi troppo in disparte.
così.
io vivo compulsivo sfuggendo di nulla in nulla, in attesa. e probabilmente sarà proprio quando non mi aspetterò più niente che qualcosa succederà. finora è andata sempre così. nel frattempo, sfioro vite, testimonio il loro intrecciarsi, senza prenderne parte ma senza neppure tenermi troppo in disparte.
commenti.
non bisogna scavare!
2009/01/16 1500
a beautiful ride.
2009/01/15 1700
unfamiliar
You're rushing for a time that you don't know,
Curious of what your feelings are you go
Losing sight of that familiar touch you know,
Sinking into unknown beauty for a day,
Living everything as it comes and goes,
The only times you know have passed away.
Now you're looking back where everything seems here,
Scared of letting all that comfort disappear.
Losing sight of that familiar touch you know,
Sinking into unknown beauty for a day,
Living everything as it comes and goes,
The only times you know have passed away.
“that looks like so much fun. being stoned and being emily haines”.
2009/01/14 1700
Hustle Rose.
Behold the fishnet slut tonight
Hustle Rose goes from limb to limb
Fingertip to painted lip she sways her way up to him
Says, "Now that your wallet is all lit up
Now that your wallet is all lit up
Now that your wallet is all lit up
Now that your wallet is all lit up
Now that your wallet is all lit up
Now that your wallet is all lit up
Now that your wallet is all lit up
Now that your wallet is all lit up
Now that your wallet is all lit up
You're gonna wanna wear it out"
If you're looking for something life-like
Hit a sardine nightclub
If every surface you touch is cold
Never go home
He says, "I can't feel a thing, my dreams are so tight
Why wouldn't I stand in line tonight?"
Now that your wallet is all lit up
You're gonna wanna wear it out
You're gonna wanna wear it out
You could throw me a bone
If I get too close you wake me up
Remind me softly to go
If I forget won't you wake me up
Remind me not to feel a thing
Keep the dream tight
I can't feel a thing
My dreams are so tight
Why wouldn't I stand in line tonight?
e te pareva...
2008/12/13 1200
i mogwai sono proprio dei ragazzotti simpatici. secondo me brillanti, a modo loro, a voler leggere tra le righe. ma il dubbio di essere io, quello che scrive le cose tra le righe, un po' ce l'ho. comunque 'sto giro, visto che l'originale me la sono fatta scappare, mi sa tanto che la maglietta “blur are shite once again” non la lascio appesa lì..
ma 'sto layout non ricorda un po' troppo cronaca vera?la citazione del giorno, sempre in merito alle dichiarazioni dei mogwai relativamente alla reunion dei blur:
"Only Patrick David Xavier McMeneman-McHanarahan, our specialist re-union specialist, can even start to describe the disastrous potency of this formative party's re-grouping on the world's already dangerous pre-apocalyptic position.
"He says, 'Their imperial designs know no bounds and we will have to use all of our vigor and guile to disperse this potential doomsday-making scenario else we sprint toward a life-ending britalocalypse.'
"He added: 'Damon Albarn: Taller than a Chinese tree; Graham Coxon: Not a bumblebee; Dave Rowntree: Diddy Doo Diddly Doo Labour loser Doo Diddly Doo; Alex James: Cheese master in more ways than one.'"
labour loser. uahahah.
"Only Patrick David Xavier McMeneman-McHanarahan, our specialist re-union specialist, can even start to describe the disastrous potency of this formative party's re-grouping on the world's already dangerous pre-apocalyptic position.
"He says, 'Their imperial designs know no bounds and we will have to use all of our vigor and guile to disperse this potential doomsday-making scenario else we sprint toward a life-ending britalocalypse.'
"He added: 'Damon Albarn: Taller than a Chinese tree; Graham Coxon: Not a bumblebee; Dave Rowntree: Diddy Doo Diddly Doo Labour loser Doo Diddly Doo; Alex James: Cheese master in more ways than one.'"
labour loser. uahahah.
shark is out.
2008/12/08 1500
ma chi lo vuole più, lo shark, adesso che so qual è il livello successivo...

it all stays the same.
2008/11/27 2300
ecco, adesso mi piacerebbe essere in una discoteca, di quelle belle, che tutto a un tratto parte it could be the same dei van she.
e la ballo assieme alla donna che mi piace.
e la ballo assieme alla donna che mi piace.
la consegna.
2008/11/14 0100
mia cara,
oggi ho deciso che, nonostante abbia sempre troppe cose da fare (o così mi sembra. boh. che palle.), beh, vaffanculo, un po' di tempo qua e là me lo ritaglierò per raccontarti di questo mio fine settimana di festeggiamenti. e poi sarò anche tanto meschino da prendere questo testo e schiaffarlo pari pari anche sul mio blog. ecco.
succede che dopo una tirata senza sosta, senza giorno e senza notte, senza feriali e senza festivi, facendo anche avanti e indietro come una trottola con la sede del cliente, l'applicazione si può considerare conclusa e funzionante venerdì mattina alle 10. un'ora prima della partenza per milano, per andarla a presentare.
durante il viaggio abbiamo fatto anche i facchini per il cliente, visto che ci siamo portati appresso 14 tabletpc con relativi imballi e il pc della hp col touch screen da 22".
tra traffico, incidenti e varie altre, arriviamo nel luogo della presentazione (tra l'altro in zona isola, a 3 metri dal portone dove prima abitavano bianconi e signora) e iniziamo a scaricare. culo sfacciato vuole che trovo posto esattamente a fianco all'ingresso. nota dovuta, visto che stiamo parlando di milano.
la presentazione è un trionfo, cazzo. tanto con gli stranieri composti quanto con gli italiani indisciplinati e maleducati, bestie da domare. mi sono beccato pure gli applausi.
finita la presentazione, arriva il crollo. a quel punto sento che potrei andare lungo ogni istante, la tensione di due mesi scivola via tutta insieme. senza motivo, dal momento che dal lunedì successivo avrei continuato a fare i botti quasi allo stesso modo di prima, ma insomma, era il raggiungimento di un traguardo tanto atteso quanto ambito. ma, ahimé, non potevo crollare a quel punto. raccolgo le mie cose, mando un sms di congratulazioni a tutto il team e raggiungo gli altri per un simpatico aperitivo, di quelli “eeeeh, bevi, bevi, che bello, eeeeh, ma che c'hai il bicchiere vuoto? chesseimatto?” eccetera. 4 spumanti. nelle precedenti 48 ore avevo mangiato 2 panini in tutto. poi pausa per fare il check in in albergo. e qui apro una parentesi.
ho avuto una stanza singola con letto matrimoniale al nono piano dell'ac hotel di milano, a spese di diesel. il mondo è mio. il dottor male mi fa un raspone. a due mani.
chiudo la parentesi. ci si trova nella hall, un comodo servizio navetta porta tutti al luogo dove si presupponeva avremmo cenato, ovvero tal ricci in piazza della repubblica, non distante dalla stazione centrale. e invece niente cena, dal momento che la somma delle quantità di cibo contenuto nelle portate ricevute raggiungeva quella di un antipasto sfigato. in compenso però, prima di sederci mi faccio altri 2 bicchieri di spumante e un negroni (olé!). a tavola 3 bicchieri di vino rosso, tutti diversi. dopo cena, dall'altra parte del locale (che praticamente è un corridoio con il bancone in mezzo, vabbeh), musica demmerda e tavolino riservato, dove uno della truppa di diesel crea gin tonic con molto poco tonic. se non ricordo male, io ne ho svuotati tre. ora, per me questo non significa aver bevuto poco. eppure 'sti veneti mi hanno sbeffeggiato. secondo me bluffano. fatto sta che da un certo punto della serata in poi non ho alcuna memoria di quello che è successo. peccato che una ricchissima documentazione fotografica (presente ovviamente anche su facebook) non lascia molti dubbi sul mio comportamento. al tavolino a fianco c'era la scena improbabile del pappone circondato di modelline. e se poi dico che mi facevano più schifo loro del pappone voi ricominciate con la solita storia. ma comunque.
il momento successivo che ricordo bene è la mattina dopo, poco prima delle nove. squilla il telefonino e io mi sveglio. senza niente addosso, _sopra_ le coperte, mezzo morto di freddo. argh. “pronto, macheccazz...”... era il capo. voleva partire prima possibile per stare a casa verso le due. mi riaddormento all'istante. mezz'ora dopo chiama di nuovo “cazzo, mi sono riaddormentato, scendo subito”. mi alzo, faccio finta di lavarmi, mi vesto, getto tutto nella borsa, prendo la porta, mi giro, torno indietro, infilo il bagno e mi faccio una signora vomitata. nel bel mentre il capo mi chiama per la terza volta. sigh. scendo. li trovo tutti che fanno colazione. “ti siedi?”. no, guarda, non mi pare proprio il caso, anzi, lascio le borse qua e... scusi, signorina, dov'è il bagno? “al primo piano”. porca puttana!
schizzo al primo piano, trovo solo porte enormi con su scritto SAUNA, PISCINA, SOLARIUM, ma dove cazzo sta il bagno? in un angolo, una porta meno appariscente. accoglienza disabili. lì ci sarà un cesso, per dio! imbocco senza esitare, per fortuna non ci trovo nessuno. ma non ci trovo neanche il cesso. una stanza con un tavolaccio e una finestra. e il tempo a mia disposizione è finito. non posso che affacciarmi di corsa e sperare che sotto non passi nessuno. sotto non passa nessuno.
heh, sì. ho vomitato fuori da una finestra dell'ac hotel di milano.
il resto è stato un viaggio in macchina in cui ho dovuto per forza far guidare il capo, che non usava il cambio manuale da tre anni. evviva. dietro, un paio di poverini di diesel. io, sul sedile del passeggero, con la testa fuori dal finestrino aperto. a vomitare. non lo so quante volte ho vomitato da quando siamo saliti in macchina a quando siamo arrivati, ma direi almeno 5. ovviamente non avevo tanta roba in corpo, anzi, non c'avevo proprio un cazzo, il che ha resto l'esperienza ancora più gradevole. con la riconoscenza degli ospiti nella mia macchina, macchina che a sua volta si è tinta dei colori dei miei succhi gastrici. menomale che giallo e blu stanno bene. l'effetto, cromaticamente parlando, era molto meno sgradevole di quello che normalmente si vede nei film quando l'attore di turno finge di fare quello che io ho fatto sul serio...
e più o meno è tutto qui. sono riuscito a guidare senza ulteriori intoppi da casa del capo a casa mia, neanche sono arrivato a casa che già stavo nel letto, sotto al piumino, dove sono rimasto in stato di coma fino alle sette di sera. il resto torna, più o meno, a essere storia più ordinaria. e non c'è manco una morale...
che storia del cazzo, eh?
succede che dopo una tirata senza sosta, senza giorno e senza notte, senza feriali e senza festivi, facendo anche avanti e indietro come una trottola con la sede del cliente, l'applicazione si può considerare conclusa e funzionante venerdì mattina alle 10. un'ora prima della partenza per milano, per andarla a presentare.
durante il viaggio abbiamo fatto anche i facchini per il cliente, visto che ci siamo portati appresso 14 tabletpc con relativi imballi e il pc della hp col touch screen da 22".
tra traffico, incidenti e varie altre, arriviamo nel luogo della presentazione (tra l'altro in zona isola, a 3 metri dal portone dove prima abitavano bianconi e signora) e iniziamo a scaricare. culo sfacciato vuole che trovo posto esattamente a fianco all'ingresso. nota dovuta, visto che stiamo parlando di milano.
la presentazione è un trionfo, cazzo. tanto con gli stranieri composti quanto con gli italiani indisciplinati e maleducati, bestie da domare. mi sono beccato pure gli applausi.
finita la presentazione, arriva il crollo. a quel punto sento che potrei andare lungo ogni istante, la tensione di due mesi scivola via tutta insieme. senza motivo, dal momento che dal lunedì successivo avrei continuato a fare i botti quasi allo stesso modo di prima, ma insomma, era il raggiungimento di un traguardo tanto atteso quanto ambito. ma, ahimé, non potevo crollare a quel punto. raccolgo le mie cose, mando un sms di congratulazioni a tutto il team e raggiungo gli altri per un simpatico aperitivo, di quelli “eeeeh, bevi, bevi, che bello, eeeeh, ma che c'hai il bicchiere vuoto? chesseimatto?” eccetera. 4 spumanti. nelle precedenti 48 ore avevo mangiato 2 panini in tutto. poi pausa per fare il check in in albergo. e qui apro una parentesi.
ho avuto una stanza singola con letto matrimoniale al nono piano dell'ac hotel di milano, a spese di diesel. il mondo è mio. il dottor male mi fa un raspone. a due mani.
chiudo la parentesi. ci si trova nella hall, un comodo servizio navetta porta tutti al luogo dove si presupponeva avremmo cenato, ovvero tal ricci in piazza della repubblica, non distante dalla stazione centrale. e invece niente cena, dal momento che la somma delle quantità di cibo contenuto nelle portate ricevute raggiungeva quella di un antipasto sfigato. in compenso però, prima di sederci mi faccio altri 2 bicchieri di spumante e un negroni (olé!). a tavola 3 bicchieri di vino rosso, tutti diversi. dopo cena, dall'altra parte del locale (che praticamente è un corridoio con il bancone in mezzo, vabbeh), musica demmerda e tavolino riservato, dove uno della truppa di diesel crea gin tonic con molto poco tonic. se non ricordo male, io ne ho svuotati tre. ora, per me questo non significa aver bevuto poco. eppure 'sti veneti mi hanno sbeffeggiato. secondo me bluffano. fatto sta che da un certo punto della serata in poi non ho alcuna memoria di quello che è successo. peccato che una ricchissima documentazione fotografica (presente ovviamente anche su facebook) non lascia molti dubbi sul mio comportamento. al tavolino a fianco c'era la scena improbabile del pappone circondato di modelline. e se poi dico che mi facevano più schifo loro del pappone voi ricominciate con la solita storia. ma comunque.
il momento successivo che ricordo bene è la mattina dopo, poco prima delle nove. squilla il telefonino e io mi sveglio. senza niente addosso, _sopra_ le coperte, mezzo morto di freddo. argh. “pronto, macheccazz...”... era il capo. voleva partire prima possibile per stare a casa verso le due. mi riaddormento all'istante. mezz'ora dopo chiama di nuovo “cazzo, mi sono riaddormentato, scendo subito”. mi alzo, faccio finta di lavarmi, mi vesto, getto tutto nella borsa, prendo la porta, mi giro, torno indietro, infilo il bagno e mi faccio una signora vomitata. nel bel mentre il capo mi chiama per la terza volta. sigh. scendo. li trovo tutti che fanno colazione. “ti siedi?”. no, guarda, non mi pare proprio il caso, anzi, lascio le borse qua e... scusi, signorina, dov'è il bagno? “al primo piano”. porca puttana!
schizzo al primo piano, trovo solo porte enormi con su scritto SAUNA, PISCINA, SOLARIUM, ma dove cazzo sta il bagno? in un angolo, una porta meno appariscente. accoglienza disabili. lì ci sarà un cesso, per dio! imbocco senza esitare, per fortuna non ci trovo nessuno. ma non ci trovo neanche il cesso. una stanza con un tavolaccio e una finestra. e il tempo a mia disposizione è finito. non posso che affacciarmi di corsa e sperare che sotto non passi nessuno. sotto non passa nessuno.
heh, sì. ho vomitato fuori da una finestra dell'ac hotel di milano.
il resto è stato un viaggio in macchina in cui ho dovuto per forza far guidare il capo, che non usava il cambio manuale da tre anni. evviva. dietro, un paio di poverini di diesel. io, sul sedile del passeggero, con la testa fuori dal finestrino aperto. a vomitare. non lo so quante volte ho vomitato da quando siamo saliti in macchina a quando siamo arrivati, ma direi almeno 5. ovviamente non avevo tanta roba in corpo, anzi, non c'avevo proprio un cazzo, il che ha resto l'esperienza ancora più gradevole. con la riconoscenza degli ospiti nella mia macchina, macchina che a sua volta si è tinta dei colori dei miei succhi gastrici. menomale che giallo e blu stanno bene. l'effetto, cromaticamente parlando, era molto meno sgradevole di quello che normalmente si vede nei film quando l'attore di turno finge di fare quello che io ho fatto sul serio...
e più o meno è tutto qui. sono riuscito a guidare senza ulteriori intoppi da casa del capo a casa mia, neanche sono arrivato a casa che già stavo nel letto, sotto al piumino, dove sono rimasto in stato di coma fino alle sette di sera. il resto torna, più o meno, a essere storia più ordinaria. e non c'è manco una morale...
che storia del cazzo, eh?
impegni concreti.
2008/11/09 0400
l'esercito del trash.
2008/10/24 1600
e vabbeh, sono finito su cronaca vera, insieme ad altri circa centocinquanta stronzi. lo sanno tutti. magari mi' madre non lo sa, ma per ora va bene così. anche perché ancora non ho capito se fa finta di non sapere di queste pagine o non lo sa sul serio. cosa che peraltro mi stupirebbe un po', visto che eccetera eccetera eccetera. e allora, mamma, visto che conosci questo ennesimo orribile lato oscuro di tuo figlio, quello peloso, quello pecora nera un po' sbiancata, perché fare finta di niente?
comunque, dicevamo: i centocinquanta stronzi finiti su cronaca vera. il bello però è che tra questi centocinquanta stronzi ce ne stanno tre che attualmente risiedono nella provincia di treviso. uno sono io, e le altre due, guarda un po', le conosco. una l'ho già nominata nel precedente post, che te lo dico a fa' che se nomino qualcuno su queste pagine non è certo perché non sia estremamente meritevole. e infatti una è bubu, che a differenza del sottoscritto compare ben due volte, e tutte e due le volte circondata di brutto da due mie vecchie (...) conoscenze (...).
vabbeh.
l'altra invece è annalisa, altra vittima dell'allegra acca fattoria, e ci siamo avvicinati grazie a una conoscenza comune. anche questa citata nel precedente post. sì, sì, la piagnona. ma carramba com'è piccolo il mondo. perfino qui nel nulla trovo gente che ha amici in comune con me.
insomma, guarda un po', tutti e tre eravamo iscritti a questo gruppo di estimatori, ma soprattutto, questo e non un altro dei vari che esistono su facebook, e pensate un po', succede che tutti gli iscritti a questo gruppo di estimatori viene ringraziato pubblicamente nel numero di cronaca vera di questa settimana.
insomma, dovevamo festeggiare in qualche modo, no?
ok, giovedì sera si festeggia. e siccome annalisa doveva per forza fare il bucato e a casa non ha la lavatrice, yuhu!, andiamo tutti insieme alla lavanderia automatica sul put di treviso! cosa potremmo fare di più trash per dare un senso a un incontro del genere? nessuno aveva voglia di pensarci.
e infatti siamo andati.
prima mossa: acquistare tre bocce da 66cl di birra cinese al ristorante cinese a fianco alla lavanderia. che se qualcuno fosse abbastanza sveglio da aprire un locale, in quell'isolato, farebbe i veri soldi, secondo me. seconda mossa: studiare la fauna e, possibilmente, stabilire un contatto. mentre i 30 minuti necessari all'operazione di lavaggio scivolavano pigramente uno di seguito all'altro, accompagnati da lunghe sorsate e discorsi di una tale profondità e complessità che mi è quasi impossibile riportare brevemente in questa sede, succedono cose davvero deliziose, come quando il gigante ciccione di due metri scende dal suo macchinone appena posteggiato lì davanti, con il suo abito azzurro con tanto di gilet, e comincia ad armeggiare, dopo averlo poggiato sul bancone delle lavatrici, con il suo prezioso carico: una bella bottiglia di “bianchino” (© by il capo di bubu) e una manciata di calici. stappa con sapienza, sorrisi e frasi affettate e comincia a fare lo splendido con gli altri presenti. noi tre ce li guardiamo da fuori, con le nostre birrette cinesi, e troviamo che tutto sommato lo studio della fauna locale qualche bel regalo ce lo fa.
il sottoscritto e bubu assistono annalisa nel ritiro dei panni.
vabbeh.
l'altra invece è annalisa, altra vittima dell'allegra acca fattoria, e ci siamo avvicinati grazie a una conoscenza comune. anche questa citata nel precedente post. sì, sì, la piagnona. ma carramba com'è piccolo il mondo. perfino qui nel nulla trovo gente che ha amici in comune con me.
insomma, guarda un po', tutti e tre eravamo iscritti a questo gruppo di estimatori, ma soprattutto, questo e non un altro dei vari che esistono su facebook, e pensate un po', succede che tutti gli iscritti a questo gruppo di estimatori viene ringraziato pubblicamente nel numero di cronaca vera di questa settimana.
insomma, dovevamo festeggiare in qualche modo, no?
ok, giovedì sera si festeggia. e siccome annalisa doveva per forza fare il bucato e a casa non ha la lavatrice, yuhu!, andiamo tutti insieme alla lavanderia automatica sul put di treviso! cosa potremmo fare di più trash per dare un senso a un incontro del genere? nessuno aveva voglia di pensarci.
e infatti siamo andati.
prima mossa: acquistare tre bocce da 66cl di birra cinese al ristorante cinese a fianco alla lavanderia. che se qualcuno fosse abbastanza sveglio da aprire un locale, in quell'isolato, farebbe i veri soldi, secondo me. seconda mossa: studiare la fauna e, possibilmente, stabilire un contatto. mentre i 30 minuti necessari all'operazione di lavaggio scivolavano pigramente uno di seguito all'altro, accompagnati da lunghe sorsate e discorsi di una tale profondità e complessità che mi è quasi impossibile riportare brevemente in questa sede, succedono cose davvero deliziose, come quando il gigante ciccione di due metri scende dal suo macchinone appena posteggiato lì davanti, con il suo abito azzurro con tanto di gilet, e comincia ad armeggiare, dopo averlo poggiato sul bancone delle lavatrici, con il suo prezioso carico: una bella bottiglia di “bianchino” (© by il capo di bubu) e una manciata di calici. stappa con sapienza, sorrisi e frasi affettate e comincia a fare lo splendido con gli altri presenti. noi tre ce li guardiamo da fuori, con le nostre birrette cinesi, e troviamo che tutto sommato lo studio della fauna locale qualche bel regalo ce lo fa.
ma il meglio arriva dopo, quando stiamo andando via. uno degli avventori, un uomo in forma che ha superato la quarantina e un po' troppo curato per convincerci della sua eterosessualità (maledetto sceriffo, è per colpa tua se un frocio non può essere sé stesso a casa sua. la pagherai solo perché sei sicuramente convinto che esista un aldilà e che andrai in paradiso. il tuo ultimo istante di coscienza consisterà nel realizzare che non è vero un cazzo.) è lì con il suo meraviglioso alano nero, un giovinotto di un anno e mezzo che risponde (e risponde, eh! mica come quell'infame di gigi cane, che invece si fa sempre i cazzi suoi alla stragrande) al nome di dante. siccome, si sa, questi esseri riconoscono subito i propri simili, quando andiamo via e salutiamo tutti, il buon dante non riesce a fare a meno di trattenermi giovialmente mettendomi spalle al muro, spalle su cui piazza zampe più grosse delle mie mani. ebbene, sì. dante, su due zampe, è più alto di me. a quel punto la scena diventa semplicemente divina: il cane che mi salta addosso, mi abbraccia e mi bacia; il padrone che prontamente tira fuori dei fazzoletti e si mette a pulirmi ovunque mi toccasse il cane, su spalle, schiena, petto, faccia, facendo “tranquillo, tranquillo, ci sono abituato, non ti preoccupare, non mi piacciono gli uomini” (ammiccando, pare, nel contempo, con fare complice a bubu e annalisa come a dire “non c'ha creduto nessuno, vero?”) e muovendosi tutto concitato. la scena è durata per qualche minuto, ma credo di indovinare se affermo che, come per me, rimarrà impressa nella memoria di tutti i presenti per un po'.
la serata procede con un salto a casa di annalisa a stendere i panni, leggere insieme cronaca vera e bere una fantastica cedrata tassoni; passeggiata nel centro di treviso per raggiungere quello che ormai posso tranquillamente dichiarare il mio locale preferito della città, ovvero i trevisi, una peculiarissima osteria (che ovviamente mi hanno fatto conoscere rando e bubu e che, tanto per cambiare, ringrazio commosso) che affaccia strategicamente su una micro-piazzetta dove, semplicemente, si sta bene. per non venire meno allo spirito che ha animato la serata, ci siamo mangiati una tonnellata di porchetta. dovevamo pur fare qualcosa per ingannare l'attesa di rando che arrivava direttamente dal nordovest italiano per raccontarci dei succosi aneddoti della trasferta che aveva appena terminato...
e così è finita la nostra adorabile serata, a riscoprire le basi dei rapporti interpersonali, trovando rifugio gli uni negli altri da questa provincia che, se non impari a cavalcarla come si deve, ti ammazza.
peggio de 'n'incornata de rinoceronte, aoh!
la serata procede con un salto a casa di annalisa a stendere i panni, leggere insieme cronaca vera e bere una fantastica cedrata tassoni; passeggiata nel centro di treviso per raggiungere quello che ormai posso tranquillamente dichiarare il mio locale preferito della città, ovvero i trevisi, una peculiarissima osteria (che ovviamente mi hanno fatto conoscere rando e bubu e che, tanto per cambiare, ringrazio commosso) che affaccia strategicamente su una micro-piazzetta dove, semplicemente, si sta bene. per non venire meno allo spirito che ha animato la serata, ci siamo mangiati una tonnellata di porchetta. dovevamo pur fare qualcosa per ingannare l'attesa di rando che arrivava direttamente dal nordovest italiano per raccontarci dei succosi aneddoti della trasferta che aveva appena terminato...
e così è finita la nostra adorabile serata, a riscoprire le basi dei rapporti interpersonali, trovando rifugio gli uni negli altri da questa provincia che, se non impari a cavalcarla come si deve, ti ammazza.
peggio de 'n'incornata de rinoceronte, aoh!
pazzie?
2008/10/20 2200
mi si chiedeva a quale genere di pazzie mi stia abbandonando per non soccombere.
sabato notte ho ballato pop porno con formiconi, dicevo. non solo con lui e senz'altro non è l'unica cosa cosa che ho fatto, dicevo.
eh sì: tipo che venerdì sono uscito dal lavoro, scappando alle 17:30; sono saltato in macchina e ho guidato fino a milano che, appunto c'era formiconi; arrivato a casa sua mi sono fatto una doccia, poi ci siamo trovati con altri bei personaggi quali la piagnona per cui c'è gente che diventare piegato e quei due tesori degli asgardiani; poi cena dal pugliese; poi gli asgardiani si danno il cambio con la coppia più rockabilly di sempre; e poi ancora discoteca; poi, riportati tutti a casa, sono di nuovo saltato in macchina e sono tornato qua, fermandomi un paio d'ore nel parcheggio di un autogrill all'altezza di verona che non ce la facevo più... ma mica ce l'ho fatta a dormire proprio; alle dieci meno dieci di sabato mattina ho aperto l'ufficio, abbiamo lavorato, anzi, hanno lavorato loro, wolf e la manza; poi tipo alle sei e mezza the con torta di mele dal caro collega che sabato si sentiva nonna e noi abbiamo apprezzato tanto; poi alle otto di sera, a casa, mi sono spento sul divano dopo 36 ore di autonomia. alle 23:30 mi sono ripreso e mi sono trasferito nel letto.
poi la mattina dopo saltavo come un grillo già dalle nove, e più o meno all'ora di pranzo sono andato con wolf a treviso per l'ombralonga, anche se dopo la terza ombra di rosso già sbarellavo. e grazie al cazzo. la domenica è comunque proseguita a oltranza, prima nei continui bagni di folla e di ubriachezza (quasi del tutto altrui, devo ammetterlo. a me bastava essere sfatto.); poi nella splendida casa di quei tre gioiellini di rando e bubu e gigi (sì, sì, e io sono il solito leccaculo di merda) e infine, siccome mi sembrava di aver fatto poche cose, per un fine settimana in cui si è anche lavorato, chiusura in bellezza al cinema a vedere wall•e. che, tanto per cambiare, è bellissimo, meraviglioso, delizioso.
e adesso approfitterò della settimana per riposarmi.
che tra l'altro già dobbiamo fare l'incursione a bologna, all'estragon, a vedere i ladytron. ecco.
eh sì: tipo che venerdì sono uscito dal lavoro, scappando alle 17:30; sono saltato in macchina e ho guidato fino a milano che, appunto c'era formiconi; arrivato a casa sua mi sono fatto una doccia, poi ci siamo trovati con altri bei personaggi quali la piagnona per cui c'è gente che diventare piegato e quei due tesori degli asgardiani; poi cena dal pugliese; poi gli asgardiani si danno il cambio con la coppia più rockabilly di sempre; e poi ancora discoteca; poi, riportati tutti a casa, sono di nuovo saltato in macchina e sono tornato qua, fermandomi un paio d'ore nel parcheggio di un autogrill all'altezza di verona che non ce la facevo più... ma mica ce l'ho fatta a dormire proprio; alle dieci meno dieci di sabato mattina ho aperto l'ufficio, abbiamo lavorato, anzi, hanno lavorato loro, wolf e la manza; poi tipo alle sei e mezza the con torta di mele dal caro collega che sabato si sentiva nonna e noi abbiamo apprezzato tanto; poi alle otto di sera, a casa, mi sono spento sul divano dopo 36 ore di autonomia. alle 23:30 mi sono ripreso e mi sono trasferito nel letto.
poi la mattina dopo saltavo come un grillo già dalle nove, e più o meno all'ora di pranzo sono andato con wolf a treviso per l'ombralonga, anche se dopo la terza ombra di rosso già sbarellavo. e grazie al cazzo. la domenica è comunque proseguita a oltranza, prima nei continui bagni di folla e di ubriachezza (quasi del tutto altrui, devo ammetterlo. a me bastava essere sfatto.); poi nella splendida casa di quei tre gioiellini di rando e bubu e gigi (sì, sì, e io sono il solito leccaculo di merda) e infine, siccome mi sembrava di aver fatto poche cose, per un fine settimana in cui si è anche lavorato, chiusura in bellezza al cinema a vedere wall•e. che, tanto per cambiare, è bellissimo, meraviglioso, delizioso.
e adesso approfitterò della settimana per riposarmi.
che tra l'altro già dobbiamo fare l'incursione a bologna, all'estragon, a vedere i ladytron. ecco.
i ripensamenti di bernagozzi.
2008/10/18 1100
... e parlo al plurale semplicemente perché questa non è la prima volta che cambio idea, né sarà ahimé l'ultima. stavolta voglio parlare bene di un disco che all'inizio ho snobbato, che ho ascoltato pieno di pregiudizi, che ho frettolosamente (come sempre, d'altronde) catalogato e archiviato, eccetera, fondamentalmente perché, come sapete tutti, non sono altro che uno stronzetto snob. è stato solo grazie alle insistenze incrociate di varie persone che alla fine ieri me lo sono ascoltato almeno un paio di volte, in viaggio, dedicandogli più attenzione. ebbene. di ascolti ne merita senz'altro di ulteriori, ma credo di averne già fatti a sufficienza per dichiarare in tutta umiltà (ah-ah) che il mio giudizio su dear science, il nuovo album dei tv on the radio, era a dir poco affrettato. è proprio un bel disco. insomma, è uno di quei dischi che, sebbene non sia proprio quello che si dice immediato (insomma, nessuno si aspetta il genio, no?), sì, di gente dai gusti diversi ne può mettere d'accordo parecchia. quindi, tanto per cambiare, tanto perché non ci sono già abbastanza motivi, vergognati, bernagozzi.
e grazie nick, grazie lime, grazie pirassic, per avere insistito. se c'è qualcun altro che ha insistito e non me lo ricordo, beh, oh. non rompete troppo i coglioni, eh.
comunque, tanto perché volete sempre darmi tutti addosso: me lo sto ri-ascoltando anche ora e io una certa affinità con gli arcade fire continuo ad avvertirla. sono sicuro che qualcuno mi capirà, un giorno.
e grazie nick, grazie lime, grazie pirassic, per avere insistito. se c'è qualcun altro che ha insistito e non me lo ricordo, beh, oh. non rompete troppo i coglioni, eh.
comunque, tanto perché volete sempre darmi tutti addosso: me lo sto ri-ascoltando anche ora e io una certa affinità con gli arcade fire continuo ad avvertirla. sono sicuro che qualcuno mi capirà, un giorno.
me lo merito?
2008/10/14 1300
questo è solo un assaggio di quella gran persona che è il sindaco di treviso.
treviso che, mi preme puntualizzare, è capoluogo di provincia e non di regione.
qualcuno penserà sicuramente che me lo merito. io invece penso che è assurdo che esista gente del genere. che è assurdo che venga votata. che è assurdo che gente che vota e si sente rappresentata da persone del genere si consideri anche civilizzata, al passo coi tempi. roba che il vero pericolo non sono gli islamici. sono questi qua. non a caso i simpatici italiani che hanno rinnovato il nostro buon nome all'estero in occasione di Italia-Bulgaria, guarda caso, vengono proprio dal nord-est...
ah, il nord-est è troppo grande e la sola provincia di treviso è troppo poco? sto generalizzando?
beh, scusate. oggi ho l'influenza.
treviso che, mi preme puntualizzare, è capoluogo di provincia e non di regione.
qualcuno penserà sicuramente che me lo merito. io invece penso che è assurdo che esista gente del genere. che è assurdo che venga votata. che è assurdo che gente che vota e si sente rappresentata da persone del genere si consideri anche civilizzata, al passo coi tempi. roba che il vero pericolo non sono gli islamici. sono questi qua. non a caso i simpatici italiani che hanno rinnovato il nostro buon nome all'estero in occasione di Italia-Bulgaria, guarda caso, vengono proprio dal nord-est...
ah, il nord-est è troppo grande e la sola provincia di treviso è troppo poco? sto generalizzando?
beh, scusate. oggi ho l'influenza.
come diventare un mito in 5 minuti.
2008/10/10 1200
no, vabbeh, magari sto esagerando. per me però è stato davvero un grosso. c'è questo giovane che ha avuto la geniale idea di scrivere sulla bacheca di francesco bianconi, su facebook, che il profilo non è vero e che in realtà l'ha creato lui.
in men che non si dica, tra i mille e passa “amici” di francesco, si è scatenata l'apocalisse.
al punto che, direi, lo stesso francesco ha pensato bene di cavalcare l'onda. sempre con lo stile che lo contraddistingue, ovviamente.
insomma, io voglio diventare amico di questo pischello che ha queste trovate geniali e pubblica su facebook foto di lui che gioca a singstar con gli amici sulla divanella di casa sua.
no no, non amico su facebook, amico nella vita reale. l'amicizia su facebook arriva dopo.
giuseppe schiavone, io ti stimo.
in men che non si dica, tra i mille e passa “amici” di francesco, si è scatenata l'apocalisse.
al punto che, direi, lo stesso francesco ha pensato bene di cavalcare l'onda. sempre con lo stile che lo contraddistingue, ovviamente.
insomma, io voglio diventare amico di questo pischello che ha queste trovate geniali e pubblica su facebook foto di lui che gioca a singstar con gli amici sulla divanella di casa sua.
no no, non amico su facebook, amico nella vita reale. l'amicizia su facebook arriva dopo.
giuseppe schiavone, io ti stimo.
ma basta, cazzo!
2008/10/08 1800
ci sono cose divertenti ma inutili; cose divertenti e utili; cose stupide ma divertenti; cose stupide, inutili e neppure divertenti. adesso mi spiegate quale cazzo di senso hanno le “cause” di facebook, eh? che cazzo si ottiene a iscriversi a “stop dog fighting now” con quella strafottuta foto fatta apposta per colpire gli animi sensibili, eh? allora forse ha molto più senso adottare una ventenne svedese o un surfista ventenne californiano, a pensarci bene. tanto comunque nessuno farà niente se non cliccare su “aderisci”, e anche nel momento in cui ci saranno decine di migliaia di stronzi che aderiscono, il mondo continuerà a comportarsi esattamente come faceva prima che fosse anche solo creato facebook. figuriamoci le cause.
amici, non c'è niente di personale in tutto questo, eh, ma andatevene un po' affanculo, voi e le vostre cause di merda, cazzo!
ho finito, vostro onore.
ora, con il suo permesso, io andrei a iscrivermi a qualche causa.
amici, non c'è niente di personale in tutto questo, eh, ma andatevene un po' affanculo, voi e le vostre cause di merda, cazzo!
ho finito, vostro onore.
ora, con il suo permesso, io andrei a iscrivermi a qualche causa.







